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Durante il percorso verso la costruzione del proprio Personal Branding è essenziale sapere cosa fare e, forse anche di più, cosa non fare.

Errori comuni, un metodo di lavoro sbagliato, e prendere sottogamba il processo di Personal Branding sono fattori determinanti che rischiano di crearvi non pochi problemi.

  • Non avere un obiettivo

L’errore più comune di chi decide di costruirsi un brand  è quello di non sapere il motivo per cui lo si sta facendo. Prendete ad esempio Instagram, siamo invasi da un numero esagerato di influencers – o presunti tali – la maggior parte dei quali condivide contenuti senza un messaggio, un valore, e si perdono tra gli altri senza riuscire ad emergere.
Onde evitare di cadere in questa trappola, e perdere tempo, la prima cosa da fare è domandarsi perché voglio costruire un personal brand? Cosa voglio raccontare? Da qui partire per creare un piano di lavoro organizzato ed efficiente che assecondi il raggiungimento del vostro obiettivo.

Forma e sostanza dell’immagine

  • Utilizzare i mezzi sbagliati

Una volta determinato cosa vuoi raccontare scegli bene come farlo. Mettiamo il caso vogliate pubblicizzare la vostra ditta, sapete come comportarvi sui social? Ogni canale ha determinate caratteristiche ed è fondamentale sviluppare il proprio brand su quello giusto per voi. Volete un approccio visivo di forte impatto? Utilizzate Instagram con immagini e caption emozionali per catturare l’attenzione. Se cercate una soluzione più professionale, invece, puntate su Linkedin, mentre Facebook rimane il migliore per condividere progetti, idee e novità del vostro business.

E’ necessario al giorno d’oggi sapere come sfruttare il potere dei social media senza però dimenticare l’importanza del contatto umano.

Una conversazione, un incontro, faccia a faccia è spesso determinante.

  • Sbagliare presentazione

Soprattutto quando si presenta il proprio cv bisogna fare attenzione al linguaggio e ai termini che si utilizzano. L’errore più comune di chi vuole fare colpo a tutti i costi è quello di autodefinirsi come il migliore nel proprio campo. Chi lo stabilisce? Non pensate che descrivervi come bravo a fare qualcosa sia sufficiente perché vi credano, non sottovalutate mai il vostro interlocutore. Siate in grado, piuttosto, di raccontare con chiarezza cosa avete fatto finora, i traguardi raggiunti e le capacità acquisite.

Prima impressione: cosa non fare

  • Confondersi con la massa

L’obiettivo del Personal Branding è far risaltare gli aspetti migliori di ognuno di noi, il rischio è quello di non spiccare tra gli altri. Come si fa a distinguersi? Prima di tutto bisogna avere un obiettivo chiaro (vedi punto 1) e definire una strategia per raggiungerlo, ricordate che tutti possono essere competitivi e preparati quanto voi, la differenza lo fa il “come” dimostrate il vostro valore. Ad esempio, sottolineare le vostre conoscenze ed esperienze passate può aiutarvi nell’’ispirare credibilità e professionalità.

  • Pessime abitudini social

Tornando al discorso social e alla loro importanza, non dimenticate che esistono delle regole non scritte fondamentali per non commettere gravi errori. Innanzitutto è giusto tenere sempre in mente che tutto quello che scrivete, rimane. Attenzione quindi ad usare un linguaggio consono e non cedete alle provocazioni qualora dovessero presentarsi, mantenete un’immagine chiara e onesta anche online senza punti deboli.

Per  creare un legame con chi vi legge serve costanza, postate con continuità contenuti con significati e messaggi che rispecchino voi e il vostro lavoro, interagite con chi vi segue e mantenete le promesse. In che senso? Se abituate i vostri interlocutori ad un post al giorno, mantenete il ritmo per supportare la vostra credibilità e stabilire un rapporto sincero.

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